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19° Rally Città di Casarano (47^ gara in carriera): 5° assoluto, 2° tra le Super 2000

19° Rally Città di Casarano (47^ gara in carriera): 5° assoluto, 2° tra le Super 2000: Sono contento, mi sono divertito. Questa è la prima cosa che mi sento di dire. Dopo il 2011 passato a rincorrere i punti per il challenge (e non me ne pento, visto che poi l’ho vinto), avevo proprio bisogno di fare una gara spensierata, alla ricerca esclusivamente del divertimento; e così è stato. Guidare una Super 2000 è un’esperienza davvero emozionante, anche se devo ammettere che non sono riuscito a guidarla come si deve. E poi anche il risultato finale, 5° assoluto dietro a dei bei “piedi”, con altrettanto belle vetture. Francesco Rizzello con una vettura come la mia, in un evidente stato di grazia, ben consapevole di come si guida una Super 2000 e di come si vince un rally; Franco Laganà (che non ha bisogno di presentazioni) alla guida di una rinnovata e super performante EVO X in configurazione R4 (tanti bei cavalli a disposizione); Emanuele Silvestri, piede pesante (pilota molto simpatico) con un’altra “Mitsu” R4; Ivan Pisacane, anche lui non ha bisogno di presentazioni, a bordo della sua Clio sempre di gruppo R che ormai ha “cucito” per come piace a lui… La prima prova, quella del sabato, la prova spettacolo nel kartodromo “Pista Salentina” è stata davvero un disastro. Ho iniziato male sbagliando la partenza, ed ho continuato commettendo una serie di errori… un po’ per la poca conoscenza della macchina, un po’ per l’emozione, un po’ perché erano forse troppi mesi che non correvo… e poi diciamocela tutta: a me la pista non è mai piaciuta. La domenica è stata annullata la prima prova, con mio grande rammarico, era la prova che ritenevo più congeniale alla mia guida, e quella che conoscevo meglio, volevo sfruttarla per “prendere le misure” della macchina. Vabbè, si va sulla seconda “punta Ristola”, faccio 2 erroracci (pizzico 2 gomme e un tremendo fuori giri), ma alla fine mi illudo anche di aver fatto il tempo di riferimento (purtroppo però c’era stato un errore nel cronometraggio, sigh). Rassegnato ormai al fatto che di stare al passo con i primi non se ne parlava, mi sono dedicato a cercare di capire la macchina, ed a cercare di sopravanzare in assoluta Pisacane… Voglio spiegare una cosa (quella che è la mia sensazione): sono sempre stato abituato a correre con una vettura di gruppo N – 2 ruote motrici, solo in 2 occasioni ho guidato – una volta – un gruppo A (Clio Williams) ed un’altra volta una R3 (New Clio), cogliendo 2 ottimi risultati, ma soprattutto, facendo dei bellissimi tempi. In quelle 2 occasioni mi era sembrato di dover fare semplicemente quello che ero sempre stato abituato a fare, solo più velocemente. Bene, stavolta, non ho avuto questa sensazione, credo di aver capito (solo alla fine del rally, e solo in teoria, visto che mi sono migliorato, ma non ho comunque fatto tempi all’altezza dei rivali) che una vettura del genere (Super 2000 ma credo anche una Super 1600) va guidata proprio in un altro modo. Deve essere quasi “violentata”… qualcosa a cui non sono abituato. Bene, tornando alla cronaca della gara, nelle ultime prove ho rosicchiato secondi a Ivan, e nell’ultimo passaggio su “Pescoluse” credo che avrei potuto fare davvero un bel tempo, ma negli ultimi 2 km il mio “naviga” Giorgio ha dovuto lasciar perdere le note per domare un principio di incendio a bordo… alla fine del rally Ivan ha mantenuto 3 secondi di vantaggio ed è arrivato 4°; scherzando (posso dire che è un amicone) gli ho detto che mi sarebbe bastata un’altra prova, ovviamente lui ha risposto con le consuete battute! Sono doverosi i ringraziamenti: alla Camm Costuzioni, senza la quale non avrei potuto affrontare quest’avventura; alla Salento Motor Sport, e soprattutto a Fabrizio Colombi, a Marco Colombi, a Roberto Colombi ed a tutta la squadra della Colombi Racing Team, che sono stati davvero in gamba, simpatici e disponibili, mi hanno fatto sentire a mio agio e mai ho sentito la pressione che mi sarei aspettata (visto che mi hanno affidato una vettura piuttosto “importante”). Molti mi domandano: ma Giorgio non lo ringrazi? No. Io non devo ringraziare Giorgio, il risultato non è “mio”, è “nostro”. In macchina si è una squadra, tanta gloria va a me (se me ne spetta) e tanta va a lui (e devo dire che è stato davvero bravissimo, più di quanto mi aspettassi, visto che non era mai salito su di una vettura del genere).

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