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26° Rally Città di Casarano 2019: un esordio col botto!

26° Rally Città di Casarano 2019 (55^ gara in carriera): Il racconto di questo lungo weekend di gara non ha il lieto fine, da come si evince già dal titolo. Gli argomenti che ho da dettagliare sono tanti e non ne voglio dimenticare né trascurare nessuno.
La novità principale è stato l’equipaggio. Come ampiamente già raccontato, per la prima volta, ho avuto come navigatrice la mia compagna, Ilaria Puzzovio. Oltre ad essere l’esordio come equipaggio, per Ilaria era l’esordio assoluto. Ed esordire in R5 non è affatto una cosa facile. Lei aveva paura di sbagliare ed io avevo paura che… sbagliasse! Invece è stata bravissima, sia nella parte di “regolarità” (trasferimenti, controlli orari, etc.) sia nella parte più precisamente agonistica, cioè leggere le note. Quasi impeccabile!
Anche la vettura con cui abbiamo corso era nuova per me, nonostante io abbia già corso in R5, per la prima volta ho potuto provare la così tanto apprezzata Skoda Fabia R5. Devo dire che rispetto alla Ford Fiesta (l’altra R5 che io abbia mai provato) sembra più “facile”. Ti mette più a tuo agio. L’unico aspetto con cui ho un po’ combattuto tutta la gara è stata la staccata. Capire la staccata di queste auto da corsa così performanti non è mai facile. Ma generalmente la questione si risolve con un “potevo frenare più tardi”. Invece per tutto il weekend c’erano staccate troppo anticipate, altre dove addirittura rischiavo di arrivare lungo. Sicuramente avrei bisogno di più chilometri per capire meglio il comportamento della macchina.
Ma veniamo al racconto della gara.
In R5 eravamo ben 11 iscritti e di questi addirittura 7 su Skoda… quasi un monomarca. In classe con me c’erano piloti fortissimi, in particolare (per non dimenticare nessuno citerò solo i vincitori di almeno un’assoluta):
Giuseppe Bergantino e Massimo Sansone
Gianluca D’Alto e Mirko Liburdi
Fernando Primiceri e Cristian Quarta
Francesco Laganà e Ilaria Rapisarda
Francesco Rizzello e Fernando Sorano
Mauro Adamuccio e Salvatore Tridici
In pratica a sommare le vittorie di tutti si rompe la calcolatrice!
Sabato avevamo in programma 2 prove speciali: Punta Ristola e Pista Salentina. Partiamo per Punta Ristola ed il nostro tempo era sicuramente alto. Chiudiamo al 10° posto assoluto con il tempo di 4’54”
Gli altri (quasi tutti) erano intorno al 4’48”. 6 o 7 secondi sul mio stesso tempo sapevo “dove stavano” e non mi preoccupava. Ma Rizzello/Sorano con 4’31” e Primiceri/Quarta con 4’39” hanno fatto segnare dei tempi che hanno annichilito letteralmente gli avversari. Eravamo tutti (chi più chi meno) sotto shock.
Nella seconda prova in pista, ho commesso il mio solito errore. Vado in “overdrive”. Per la foga di voler recuperare comincio a “sporcare” la mia guida e si sa, in pista, si paga. Tutto sommato facciamo il 6° tempo, ma potevo fare meglio, potevo recuperare di più sugli avversari.
Cervello resettato e si riparte domenica con in programma 6 prove speciali. “Torre Vado” e “Miggiano”, entrambe da ripetere 3 volte. Sulla prima di Torre Vado va piuttosto bene. Nonostante qualcuno (in particolare Mirko Liburdi che ha molta più esperienza sulla scelta delle gomme) dicesse che le mie gomme non fossero le più adatte, facciamo segnare un buon 4° assoluto a soli 3,5” dal 2° (Marco Timo e Salvatore Invidia) nonostante una “pizzicatina” all’anteriore destra con foratura (Rizzello/Sorano continuavano a viaggiare su un altro ritmo).
Sulla prima di Miggiano, in situazione critica a causa del fango, nonostante qualche traverso di troppo (a beneficio sicuramente degli spettatori) riusciamo ancora a fare un buon 5° tempo. Dopo questa prova, in assoluta, eravamo al 6° posto a solo mezzo secondo dai fortissimi De Nuzzo/Iacobelli (su Super 2000) e 4 secondi avanti a Laganà/Rapisarda (Laganà 5 volte vincitore di questo rally, non so se mi spiego).
Salto il racconto del secondo giro, che più o meno è andato come il primo, e dico solo che alla fine del 2° giro (quindi dopo la PS 6) eravamo al 5° posto assoluto a 11” da Primiceri/Quarta. A rincorrermi Laganà/Rapisarda e De Nuzzo/Iacobelli (attardati da un’incomprensione con un altro equipaggio).
Partiamo per il 3° giro. 11” erano tanti da recuperare, ma la mia intenzione era, intanto, di mettermi d’avanti a Primiceri/Quarta sulla Torre Vado (sentivo di potercela fare, ed in effetti nel primo giro mi era riuscito) e poi vedere che succedeva sull’ultima.
Prima ho raccontato che sulla prima di Torre Vado avevo pizzicato una gomma. A causa di quella pizzicata ho dovuto usare 2 gomme in più rispetto al previsto, ed alla fine non avevo più le 2 gomme nuove che volevo tenermi proprio per l’ultimo giro. Sono costretto a partire con gomme usate.
Un po’ per le gomme, un po’ perché volevo spingere, un po’, forse, anche, un calo mentale dovuto alla stanchezza, mi ha fatto commettere un errore su di una sinistra 3 sporca, e gara finita.
Io, ovviamente, ci sono rimasto male, inutile dirlo, chiunque corra, come prima cosa, vuole finire le gare, indipendentemente dal risultato. Ma mi è dispiaciuto tantissimo per Ilaria che ci teneva davvero tanto a finire la gara, ho sentito tutta la delusione nella sua voce quando mi ha chiesto “e ora?”. Ricordo bene la sensazione del primo ritiro, trascorri qualche secondo a domandarti se puoi ancora fare qualcosa per ripartire, non ti vuoi arrendere. Mi spiace molto. C’è da dire che… tutti i miei navigatori hanno esordito col botto. E’ il battesimo del fuoco! Ho bisogno di verificare se hanno la corazza per resistere…
Un ultimo capitolo lo voglio dedicare ad alcune persone in particolare. Il rally è uno SPORT vero, dove (a differenza di altri sport che non citerò) c’è vero spirito sportivo. In primis tra avversari. E dunque devo ringraziare gli altri equipaggi che partivano subito prima o subito dopo di me, in particolare i navigatori, che si sono prodigati per dare una mano ad Ilaria alla sua prima esperienza. Tutti: Cristian Quarta, Pasquale Fiorito, Salvatore Tridici, Gabriele Passaseo sono stati davvero formidabili.
Uno su tutti, però (non me ne vogliano gli altri) è stato stupefacente: Salvatore Invidia. E’ stato una specie di angelo custode di Ilaria per tutta la gara, ed anche in occasione della foratura è stato lì ad aiutare insieme al suo pilota, Marco Timo, rischiando addirittura di tardare a timbrare pur di darci una mano… davvero non ho parole per ringraziare sufficientemente.

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